Diavoletti e diavoloni (Adele Lamonica)

Nel corso della storia, quando si voleva ostacolare il pensiero divergente, quello libero da stereotipi e modelli preconfezionati, si è sempre ricorsi al “diavolo”. O quantomeno a tutte le forme di “oscurità” che servivano a dare una giustificazione alla soppressione di questo libero pensiero.
La Chiesa cattolica con l’inquisizione ha fatto del “diavolo” il suo cavallo di battaglia e ha ucciso donne e uomini la cui unica colpa era quella di guardare avanti o avere intuizioni che portavano al progredire della mente, del pensiero, dell’anima stessa e, soprattutto, alla attivazione di un “risveglio” collettivo.


Giordano Bruno, Ipazia di Alessandria (solo per fare qualche nome) sono state vittime illustri e insieme a loro tante altri, più o meno famosi, che non facevano altro che cercare di coltivare la sana pratica del dubbio e della conoscenza, la messa in discussione dei modelli predefiniti e degli stereotipi.


Ma almeno, in questa tragica realtà i contorni erano netti e definiti: da una parte c’erano i presunti “buoni” quelli che in nome di una “investitura divina” (che si erano dati in modo autoreferenziato), erano portatori della “verità assoluta”, dall’altra i presunti malvagi (e demoniaci) quelli che esprimendo una verità diversa e mostrando che la realtà può avere molteplici aspetti non incasellabili in modelli assoluti, erano i CATTIVI, quelli demoniaci. E il diavolo diventava un comodo contenitore.


Ma oggi invece, in questo strano e confusionario neo-oscurantismo, assistiamo ad un fenomeno curioso che per me, studiosa di simbologia (oddio, sarà una cosa malefica?) appare abbastanza evidente: il sistema, che come sempre utilizza le paure ancestrali sepolte nell’Anima collettiva (e individuale) fa nuovamente leva sulla paura del “diavolo” per ostacolare il libero pensiero o un pensiero volto verso la libertà.


So che io rompo sempre le scatole sull’etimologia delle parole, ma sono da sempre convinta che dietro le parole ci sia un mondo e che noi (o almeno il nostro inconscio) non le usi mai per caso: la parola diavolo deriva dal greco dia-ballo verbo che significa separare. E' simbolicamente la rappresentazione di un qualcosa che serve a creare confusione, paura. La capitolazione alle nostre paure più ancestrali.
E questo “il sistema” lo sa e lo utilizza in un modo sapiente e mirato. Come ha sempre fatto.
Non c’è qui lo spazio adeguato alla decodificazione di questo simbolo. Magari scriverò qualcosa di più approfondito su questo, ma qui vorrei dire a cosa veramente è associato il “diavolo”:


- alla paura di un qualcosa che evidentemente trascende le capacità di controllo e comprensione
- alla ricerca dell’antagonista malvagio (che mi fa comoda ed è strategica)
- alla scissione mirata e alla conseguente confusione tra quello che è buono e quello che non lo è (ovviamente a seconda del “buono” che mi fa comodo)
- all’impossibilità reale della libertà di scegliere
- al fatto che ho bisogno di percepire (e mostrare) ciò che è là come opposto a ciò che è qui.
E potrei continuare all’infinito.


Il problema non è il diavolo. Il problema è che “noi non vediamo le cose come esse sono, ma le vediamo come noi siamo”. Il ladro con la sua mentalità da ladro, non vedrà una realtà di persone oneste, ma si vedrà circondato da ladri come lui.


Quando cercate il “diavolo” negli altri, provate a riconoscere quello che è il vostro “diavolo interiore”, ascoltatelo, accettatelo, fateci pace e, possibilmente, non proiettatelo sugli altri.
La vera “oscurità” il più delle volte ha il doppiopetto e risponde perfettamente agli stereotipi rassicuranti. E coltivando il proprio Ego cerca seguaci. Greggi da condurre. Altri ego malleabili e “occupabili” per scrivere le loro sceneggiature. L’oscurità non ascolta, si mette in cattedra e stabilisce e impartisce le regole del pensare, anche quando le traveste da “regole etiche del buon vivere”.


La vera oscurità è quella che SEPARA per non permettere che si crei la potenza della CONDIVISIONE, della CONNESSIONE, della circolarità comune e condivisa del pensiero.
Per magnificare l’ EGO che domina, a discapito di un NOI condiviso.
Questo è davvero il diavolo, questa è la vera oscurità.
Questa la vera rappresentazione del “demoniaco”.
E al sistema e ai suoi manichini fa molto comodo utilizzarlo.
Si chiama "divide et impera". Ma facciamo finta di non saperlo.