Guardando il mondo a testa in giù (Adele Lamonica)

Da qualche parte, qualcosa di incredibile attende di essere conosciuto. (Carl Sagan)

Narra la leggenda norrena che Odino, non sentendosi abbastanza "saggio", si recasse dal gigante sapiente Mimir, che custodiva la Sacra Fonte di Urdr ad Asgard (la dimora degli Dei), chiedendogli cosa fosse necessario fare per acquisire la "conoscenza".

Mimir rispose a Odino che per raggiungere la sapienza era necessario un "sacrificio".
Così lego' il padre di tutti gli Dei ad un ramo di Yggdrasil (il frassino sacro in cui era contenuto tutto l'Universo), e lo fece penzolare sopra la fonte sacra. Da questa posizione, Odino vide le Rune all'interno della Fonte e capì che esse contenevano la saggezza del mondo. Ma per poterle prendere era necessario che sacrificasse il suo occhio destro.
Odino diede il suo occhio e conquistò la sapienza delle Rune.

La realizzazione del sè implica il "sacrificio" del cambiamento.
E' necessario sacrificare le proprie credenze, le convinzioni e anche molti legami.
Odino sacrifica il suo occhio è vero, ma rinuncia ad una visione parziale e limitata, per conquistare una "vista" più ampia.

Nell'evoluzione del nostro spirito, ogni "perdita" ci può sembrare drammatica, ma successivamente si comprende che lasciare andare ciò che ostacola il cambiamento e quindi la nostra evoluzione verso il se' superiore, è un processo necessario e spesso inevitabile.
Lasciar andare....
Spezzare i modelli....
Rinunciare al controllo e alle certezze....

Sono queste le chiavi magiche che aprono le porte della nostra "divinità".

Ma dato che siamo testardi (e anche un po' duri di comprendonio) l'Universo, cerca sempre di darci i suoi messaggi in tanti modi. Come nella leggenda di Odino.
Nella sua bontà infinita l’Universo Parallelo ci offre ancora altre "chiavi", altri messaggi.
Ad esempio negli antichi simboli, come lame dei Tarocchi.

Ed ecco che, negli Arcani Maggiori, Odino a testa in giu’ sull’albero di Mimir, diventa la lama dell'Appeso.



L'Appeso è la lama che rappresenta la ricerca interiore per la quale è inutile cercare riscontri nel mondo esterno. In un contesto in cui sembra di dover correre il più velocemente possibile solo per restare dove si è, L’Appeso dice di smettere di agitarsi, solo così ci si potrà muovere in avanti.

Certo è complicato...chi vorrebbe stare appeso per i piedi, dopotutto?
Ma nella immagine dei Tarocchi l'Appeso sorride, con il capo circondato di luce...
Ha abbandonato i vecchi modi in cui guardava e giudicava il mondo ed è stato ricompensato con occhi nuovi.

Per vedere diversamente.
Per vedere altro.
Per abbandonare ciò che si è o si dovrebbe essere, ma ascoltando ciò che si è in realtà.
Per lasciare spazio a sogni.
Che finalmente possano essere toccati e vissuti.